SCAMPATO ANNEGAMENTO
“Stava per annegare, saremo per sempre grati al cane!” dicono i genitori.
Il 7 aprile 2012 verso le 10.30 il piccolo Luca, di circa 6 anni, si allontana dai genitori per fare il bagno. In poco tempo, senza neanche accorgersene, si spinge troppo al largo e in breve non tocca più con i piedi il fondo sabbioso. Grida, ma nessuno lo sente. Se ne accorge Bobo, un esemplare di 2 anni di golden retriever. Il Labrador fortunatamente riesce a scappare dal guinzaglio del padrone e si precipita in acqua. Nuotando lo raggiunge, lo prende per il costume e riesce miracolosamente a riportarlo a riva. In poco tempo arriva l’ ambulanza, che porta il piccolo in ospedale per accertamenti, anche se i medici rassicurano i genitori, che Luca sta bene.
Sara Angelini – II A – Istituto di I grado “A. Pacinotti”
FURTO SVENTATO
Giovedì 5 aprile 2012 la signora Genoveffa è stata rapinata a Milano da un noto criminale, che gli ha sottratto la borsa contenente qualche centinaia di euro. La signora, molto ricca e discendente da un’ antica casata cittadina, ha fornito un identikit talmente preciso, che il ladro è stato immediatamente identificato e arrestato sabato 7 aprile, proprio mentre stava mettendo a segno un altro colpo. La nuova vittima, infatti, ha fatto resistenza e il criminale è caduto dal motorino, svenendo. Al suo risveglio ha trovato i carabinieri, che hanno recuperato la refurtiva e l’ hanno portato in carcere.
Simone Zerbinato – II A – Istituto di I grado “A. Pacinotti”
IL CUCCIOLO SALVATO
In città ho sentito una storia terribile su un povero cagnolino, che vagabondava per strada. Un ragazzo sui trent’ anni ha trovato il cuccioletto, che aveva una zampa rotta e invece di curarlo o ignorarlo lo ha bastonato. peggiorando la situazione e facendolo soffrire molto. Il povero cucciolo, che non gli aveva fatto niente, era in condizioni orribili, ma poi alcune persone l’ hanno trovato e portato da un veterinario, che l’ ha curato. Ora è guarito, ha una bella casa e una fantastica padrona, che non lo lascia un attimo. Il ragazzo crudele è stato denunciato e messo in prigione per maltrattamento agli animali.
Bianca Magdalena Tasnadi – II A – Istituto di I grado “A. Pacinotti”
UN VALIDO AIUTANTE PER LA SPESA
Un ragazzino di circa 10 anni ha aiutato una signora disabile, ad attraversare la strada e poi l’ ha anche accompagnata a fare la spesa. Quando sono usciti dal supermercato, vedendo che non sarebbe stata in grado di andare a casa da sola, con il cellulare ha chiamato la mamma, che è venuta a prenderli e ha portato a casa la signora.
Oduwa Nancy Aiwuyo – II A – Istituto di I grado “A. Pacinotti”
IL VALORE DEL CALORE UMANO
La mia mamma lavora a casa di una signora anziana, guadagna dei soldi per pulirle la casa e farle da mangiare, però a volte va a trovarla solo per farle compagnia e non riceve soldi per questo. Qualche giorno fa la signora Maria è caduta dalle scale e si è rotta un braccio; gli abitanti del suo condominio hanno chiamato un’ ambulanza e la signora è andata in ospedale, dove l’ ha raggiunta la figlia, che ha chiamato mia mamma per avvertirla, che era all’ ospedale. Quando Maria è tornata a casa, mia mamma è andata subito a trovarla, per chiederle come stava e chiacchierare un po’ con lei. Era così contenta, che mia mamma fosse lì con lei, che, parlando, ha fatto il suo primo sorriso dopo l’ incidente.
Hemilly Oldoni – II A – Istituto di I grado “A. Pacinotti”
UN EROE A CARO PREZZO
Luca Candisio è un vero eroe, perché ha salvato il piccolo Gianluca Franchini da un grave incidente, in cui, senza il suo intervento, avrebbe trovato sicuramente la morte. Gianluca stava giocando a calcio in un parco, quando la palla è finita in strada; il ragazzo è andato a riprenderla e ha attraversato la strada, senza accorgersi, che stava arrivando una macchina ad alta velocità. Luca, che stava andando al lavoro, l’ ha visto e si è precipitato a salvarlo. Le sue gambe purtroppo sono state schiacciate dall’ automobile ed ha pagato a caro prezzo il suo gesto coraggioso, perché ora è in carrozzina paralizzato, anche se resterà per sempre nel cuore della famiglia Franchini e soprattutto di Gianluca, che gli deve la vita.
Dinuk Pahalawatta – II A – Istituto di I grado “A. Pacinotti”
PANDA E BAMBÚ
La dieta d’ amore di Yuan e Huan? Trenta chili di bambù al giorno per metter su famiglia!
Appena sono arrivati allo zoo di Beauval, a Saint Aignan, nel cuore della Francia, Yuan Zi Huan Huan non hanno fatto che mangiare canne di bambù, proprio come facevano in Cina. Una razione di trenta chili al giorno, che tra non molto farà sembrare gli ottanta chili di oggi un,ontano ricordo. I veterinari dello zoo prevedono che quando i due panda saranno adulti peseranno duecentocinquanta chili e raggiungeranno il metro e ottanta di lunghezza, contro il metro e cinquanta odierni. I due esemplari, un maschio e una femmina, regalati dalla Cina ai Francesi, si sono già ambientati nel a nuova casa, che riproduce in modo fedele l’ habitat naturale orientale. Nello zoo di Beauval sono già diventati delle star: ogni giorno, alle prime ore del mattino, centinaia di persone fanno la fila per vedere i panda, prima che si appisolino fino a sera, poichè essendo animali notturni di giorno amano dormire. E ora nello zoo francese tutti sperano che Yuan Zi e Huan Huan si diano da fare, per allargare la famiglia.
Arianna Rigatelli – II A – Istituto di I grado “A. Pacinotti”
LA FORESTA RINATA
Tanto tempo fa, quando non c’era ancora l’ energia elettrica, gli abitanti delle foreste dovevano tagliare gli alberi, per avere la luce e riscaldarsi. La foresta si indebolì, ma alle persone non importavano gli alberi, finché un po’ alla volta diminuì l’ ossigeno e le persone dovettero fare qualcosa, per riportare in vita la foresta. I cittadini non sapevano più cosa fare, era un disastro, ma ad uno scienziato “cittadino della foresta” venne in mente di utilizzare i fiumi e grazie ad una sua nuova invenzione produsse energia e calore, senza bisogno di tagliare le piante. Poi la gente raccolse tutti i semi degli alberi della città, per far ricrescere la foresta, che con il tempo crebbe rigogliosa come prima. L’ ossigeno tornò al 100% e gli uomini, imparata la lezione, fondarono un progetto dal nome “L’ albero è una vita”, aiutando il mondo a essere più pulito e felice.
Willian Rodrigues Sales – II A – Istituto di I grado “A. Pacinotti”
IL RINNOVO DELLA STORICA VIA FERRATA “BIASIN”
Dopo anni di incuria, che rendevano pericolosa la scalata della via ferrata “Biasin”, finalmente la provincia di Trento ha finanziato i lavori di manutenzione, che si sono conclusi nel giro di due settimane con una spesa di circa 20.000 euro. Tutti i chiodi e i vecchi cavetti sono stati sostituiti, rimettendo in sicurezza la storica via ferrata sulla parete di Passo Pertica, che porta alla vetta principale.
Simone Baschera – II A – Istituto di I grado “A. Pacinotti”
MATRIMONIO DA FAVOLA
Una settimana fa nella bassa bresciana una giovane laureata si è sposata con una cerimonia da favola: la chiesa era addobbata con nastri di tutte le gradazioni del rosa e così pure candele, fiori, fiocchi ed altri addobbi. Il suo vestito era uno splendore e aveva perfino le scarpette di cristallo, ma per fortuna a mezzanotte la ragazza non si è trasformata in una povera Cenerentola!
Gloria Godizzi – II A – Istituto di I grado “A. Pacinotti”
LA CASA DELLA SPERANZA
In Thailandia c’è una casa che si chiama Baan Urak. Dove vivono bambini orfani e ragazze madri. Questa casa offre ospitalità a persone disagiate e ci sono anche importanti progetti, che riguardano la raccolta di cibo perle persone esterne al centro di accoglienza. In questa casa ai bambini viene data una buona istruzione e, quando arriva il momento, vengono anche mandati all’ università a Bangkok. I ragazzi fanno anche attività sportiva all’ interno del centro come la danza e lo yoga, inoltre hanno un corretto regime alimentare, sono vegetariani e ci sono anche vari progetti educativi inerenti l’ alimentazione. I bambini possono essere adottati a istanza , assicurando così un bel futuro per loro le ragazze madri imparano a tessere e si prendono cura dei bambini; la tessitura è un’ ottima fonte di sostentamento per la casa ed è un mestiere, che potrà garantire loro un futuro dignitoso. La fondatrice di Baan Urak è Donata Dolci, mia zia, che ha dedicato tutta la sua vita alla costruzione e alla gestione di questa casa.
Martina Coati – II A – Istituto di I grado “A. Pacinotti”
IL DONATORE DI SANGUE
Mio nonno ha un gruppo sanguigno rarissimo e da giovane, donando il sangue, ha salvato molte vite in grande pericolo. Una volta ha salvato la vita di un bambino di quattro anni, che aveva avuto una gravissima emorragia e ricorda sempre con gioia, quanto era felice, dopo aver saputo che grazie a lui quel bambino stava di nuovo bene.
Daniela Talmaci – II A – Istituto di I grado “A. Pacinotti”
IL BAMBINO CAPRICCIOSO E LA GIOIA DI DONARE
In un paesino di montagna viveva un bambino di nome Gianni insieme ai suoi genitori e a sua sorella. Possedeva tutto ciò che un bambino può desiderare: aveva una camera tutta sua piena di giocattoli, la TV, un cane, un coniglio e dodici pesci rossi, ma non era mai contento ed era sempre imbronciato. Pensava solo a se stesso e i genitori, preoccupati, non sapevano più cosa fare. Una mattina Gianni andò in cucina e fece colazione con la sua famiglia, pii si alzò e disse. “Mamma, voglio un pony!”. Lei, sapendo che non potevano permetterselo, rispose: “Mi dispiace, figliolo, non possiamo comprare un pony: costa troppo e questa volta non possiamo proprio accontentarti”. Allora il bambino si girò verso il padre e gridò “Papà, voglio un pony! Lo VOGLIO!” ma la risposta fu la stessa. Allora Gianni prese la giacca e la cartella e se ne andò a scuola arrabbiatissimo. Frequentava la quarta elementare e nella sua classe c’era una nuova compagna, che non sapeva fare le divisioni. Quel giorno la maestra ne assegnò dieci per il giorno dopo e lei si mise a piangere disperata, dicendo. “Non ce la farò mai. Ci metto mezz’ora a farne una e la sbaglio pure! Come farò domani?”. Allora Gianni, che l’ aveva sentita , fece uno sforzo e l’ invitò a casa sua, per fare i compiti insieme. Lei lo ringraziò tutta contenta, perché lui era bravissimo e si divertirono un mondo, facendo i compiti, giocando e inventando tante storie. Per la prima volta il piccolo egoista si sentì veramente felice e si vergognò della scenata fatta la mattina per il pony. Da quel giorno aiutò tutte le persone in difficoltà, che incontrava, e donò una parte dei suoi giochi ai bambini più poveri del paese. Si scusò con i suoi genitori e con la sorella e disse. Ho finalmente scoperto, che per essere felici, basta aiutarsi a vicenda e volersi bene: non servono né tanti giocattoli, né vestiti firmati e nemmeno un pony!”. I genitori e la sorellina seguirono il suo esempio e si unirono ai volontari della parrocchia, per aiutare le persone anziane e malate del paese.
Camilla Bay – III A – Istituto di I grado “A. Pacinotti”
IL PARTIGIANO BELLAGAMBA
La nostra professoressa di italiano ci ha raccontato, che il suo papà durante la seconda guerra mondiale ha fatto parte della Resistenza. Nel 1943, quando aveva solo 18 anni, si è unito a un gruppo di partigiani: si chiamava Primo Lunardon, ma il suo nome in codice era Bellagamba, perché aveva gambe dritte e forti, che gli rendevano facile camminare velocemente nei boschi e scalare le montagne. Il 28 settembre 1944 era in missione con la brigata Garibaldi nei pressi di Ventimiglia, ma sono arrivati i Nazisti, che li hanno inseguiti. I suoi compagni gli hanno detto di scappare, ma nel bosco si è trovato di fronte un militare tedesco ancora più giovane di lui, poteva avere 16 anni al massimo. Invece di sparargli, ha abbassato il fucile, perché il ragazzo aveva due grandi occhi azzurri pieni di paura, ma l’altro invece non si è fatto tanti scrupoli e gli ha sparato, ferendolo gravemente alla testa. Forse non gli hanno dato il colpo di grazia solo perchè aveva un cappotto militare americano o per il suo aspetto molto “ariano”, ma la cosa assurda è che è stato fatto prigioniero e curato per bene, per poi spedirlo in campo di concentramento. La vita nei lager era terribile, come abbiamo letto anche nel libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi, e lui faceva fatica a tenere accesa la speranza, perché era un orfano della “Casa dei buoni fanciulli” di don Calabria e a casa non c’era una famiglia ad aspettare il suo ritorno. Parlava pochissimo di quel periodo, l’ unica cosa che diceva era che la disperazione era tale, che quando bombardavano la città vicina, i prigionieri uscivano dalle baracche e speravano che le bombe colpissero il campo. Alla fine è sopravvissuto a quella tremenda esperienza e quando hanno liberato il campo di concentramento, è tornato a casa a piedi dalla Germania, portando con sé alcune foto prese delle carte d’ identità di compagni, che non ce l’ avevano fatta, con dietro il loro vero nome e l’ indirizzo, per restituirle ai loro cari; spesso infatti i partigiani davano nomi falsi, per evitare ritorsioni sulle famiglie, che così talvolta non sapevano nemmeno, che fossero morti e attendevano inutilmente il loro ritorno. In una busta, insieme alla sua carta di riconoscimento del campo di concentramento, ha conservato con cura quelle poche foto, che non è riuscito a riconsegnare, perché la vita di quelle persone non fosse dimenticata del tutto e per ricordarsi sempre, che lui era stato molto fortunato. La nostra insegnante ci ha portato alcuni documenti dell’ epoca, vecchie carte ormai ingiallite dal tempo firmate da personaggi importanti come il generale Alexander del comando delle forze alleate e nella foto della sua “Ausweis” il partigiano Bellagamba, con il numero di matricola del campo di internamento ben in vista, sorride alla macchina fotografica, felice di essere ancora vivo e consapevole che finalmente Hitler e Mussolini avevano i giorni contati e la guerra stava per finire.
III A – Istituto di I grado “A. Pacinotti”